venerdì 31 gennaio 2020

Gary’s Gang – Keep On Dancing (1978)



Uno dei pochi casi in cui un brano costringe i suoi autori a costruirci attorno un gruppo. La Gary’s Gang nasce infatti dopo che i due fondatori proposero alla Sam Records una produzione scritta, prodotta e suonata da loro: sto parlando di Joseph Tucci (tutti gli strumenti e cantato) e Gary Turnier (batteria e percussioni) che proprio nel garage di Turnier a Richmond Hill, Queens New York crearono quel piccolo gioiellino dal titolo “Keep On Dancin’”. Il brano fu subito accettato dall’etichetta sussidiaria (con forte inclinazione per la musica disco) della Columbia Records che sul finire de 1978 la produsse come singolo a 12 pollici. Il buon successo di vendite ed il riscontro sul dancefloor nonche’ la incessante richiesta di dare un volto a questa band indussero i due musicisti a “rimpolpare i ranghi” con l’ingresso nel gruppo di Al Lauricella, Rino Minetti, Bill Catalano, Bob Forman e Jay Leon. L’album, che pere il titolo dal loro singolo, vide la luce ad inizio 1979 e scalo’ gradulmente le classifiche fino a raggiungere il #1 a giugno di quell’anno e venduto svariati milioni di copie.

giovedì 30 gennaio 2020

Ohio Players - Skin Tigh (1974)



Dayton, Ohio, non sarebbe passata alla storia della musica se, negli anni Cinquanta, non avesse accolto una scena vivace di musicisti da cui provenivano molti gruppi sconosciuti e una sola formazione di rilievo: gli Ohio Players. Sarebbero diventati famosi a metà degli anni Settanta grazie al loro funk orecchiabile, ballabile e suonato con impeccabile maestria, ma pochi sanno che la storia delle loro origini è travagliata da continui scioglimenti e insuccessi. Nata nel 1959 come Ohio Untouchables, la formazione era guidata allora dal cantante e chitarrista Robert Ward. Quando, dopo un solo singolo, Ward se n’era andato per conseguire la carriera solista, la band s’era in pratica sciolta. Era stata ricostituita dal trombettista Pee Wee Middlebrooks e dal bassista Marshall “Rock” Jones e, nel 1967, aveva assunto il nuovo nome Ohio Players. Le parti vocali sarebbero poi state assunte da Leroy “Sugarfoot” Bonner. Il primo singolo del gruppo fu “Trespassin’”, del 1968, ma né quello, né il successivo “It’s A Cryin’ Shame” impressionarono il pubblico. Dopo un solo album per la Capitol, “Observations In Time”, il gruppo si sciolse nuovamente, ma solo per rinascere con nuovi membri e un nuovo sound, questa volta fortemente influenzato dal funk di Sly Stone. La storia riparte da qui. Dal ’71 al ‘74 il gruppo incide alcuni singoli azzeccati tra cui “Pain” e “Funky Worm”, ma è solo col passaggio alla più potente casa discografica Mercury, e con nuovi cambiamenti nella formazione, che gli Ohio Players fanno boom. Accompagnati da copertine molto sensuali, che diventano una sorta di marchio di fabbrica della band, e lanciati da singoli come “Jive Turkey”, “Fire”, “I Want To Be Free” e “Love Rollercoaster” (un capolavoro, quest’ultimo, accompagnato da una copertina supersexy e contestata),

mercoledì 29 gennaio 2020

A Taste Of Honey (1978)



Il gruppo, nato a Los Angeles in California, era originariamente composto da Janice Marie Johnson (voce, basso), Hazel Payne (voce, chitarra), Perry Kibble (tastiera) e Donald Johnson (batteria).
Il loro primo singolo, "Boogie Oogie Oogie", tratto dal loro album di debutto A Taste of Honey, diventò popolare e passò tre settimane al #1 nella Dance Chart di Billboard restando in classifica per 20 settimane. Il gruppo fu premiato con il disco di platino per il singolo e per l'album e successivamente vinsero il premio grammy come migliore artista/gruppo esordiente.

martedì 28 gennaio 2020

Michael Zager Band – Let’s All Chant (1977)



Durante la stagione 1977-1978 un coro rimbalzava ossessivo in tutte le cantine, le mansarde, i garage e le stanze adibite a piste da ballo per party casalinghi: uooh-uooh.
Questo “grido di battaglia”, che in un certo senso esprimeva lo stato di esaltazione ed il massimo coinvolgimento dei ballerini in pista era il tormentone presente in quello che è stato uno dei 12 pollici della mia collezione più logorato per usura che ricordi: “Let’s All Chant” di Michael Zager Band, un nome che all’epoca mi diceva poco o niente così come l’etichetta con il quale questo singolo veniva distribuito, la Private Stock.
Fin dalle prime note capii le potenzialità e l’impatto che avrebbe avuto sugli habituè dei nostri “raduni privati”. Un brano leggero come un bicchiere d’acqua naturale, con un testo al limite del grottesco (sempre che si possa definire testo un semplice ritornello) che però era in grado di farti schizzare da sedie, poltrone o divano che dir si voglia, per proiettarti direttamente sul “dance-floor” in un’estenuante danza sfrenata.

lunedì 27 gennaio 2020

Meco – Star Wars And Other Galactic Funk (1977)



Uno degli eventi che caratterizzarono il 1977 fu la proiezione nelle sale cinematografiche del film “Guerre Stellari”. Nell’arco di un fine settimana il regista George Lucas lancio’ il film che avrebbe polverizzato il record di incassi ai botteghini, creo’ un’industria di effetti speciali che prima non esisteva contribuendo in maniera decisa a restituire “smalto e vigore” al genere cinematografico d’azione. La “leggenda” narra che il trombonista e produttore di origine sudafricana, Meco Monardo appassionato di fantascienza ando’ a vedere il film il primo giorno di proiezione e svariate volte nell’arco della settimana successiva, la colonna sonora di John Williams lo aveva stregato. Fu allora che ebbe ispirazione per tradurre i temi che costituivano gli eventi principali secondo i canoni della musica che in quel periodo stava riscuotendo il maggior successo: la disco music. La prima persona a cui presento’ l’idea fu Neil Bogart della Casablanca Records il quale dopo aver visto i risultati del successo nelle sale approvo’ il progetto mettendo a disposizione i migliori sessionisti della casa discografica e pubblico’ il lavoro su etichetta Millenium. Lo stesso autore John Williams fu entusiasta della rielaborazione che Monardo e Tony Bongiovi (produttore) avevano creato.
A Meco va riconosciuto il metito di aver traghettato e reso fruibile la colonna sonara di “Star Wars” verso un pubblico che difficilmente l’avrebbe ascoltata nella forma sinfonica originale.

domenica 26 gennaio 2020

Studio 54 Tribute Vol.17


Eccoci arrivati alla 17 (o 16+1 se preferite !!!
Playlist:
1-Roberta Flack-Back Together Again
2-Ray Parker Jr. & Raydio-It's Time To Party Now
3-Curtis Mayfield-Love Me Love Me Now
4-Beckett Brown-One Way Street
5-L.T.D.-Back In Love Again
6-Johnny Bristol-Love No Longer Has A Hold On Me
7-Boz Scaggs-Lowdown
8-Arthur Prysock-When Love Is New
9-Delegation-Put A Little Love On Me
10-Chic-I Want Your Love
11-Fantastic Four-I Got To Have Your Love
12-Rod Stewart-Da Ya Think I'm Sexy
13-Dr. Buzzard's-Cherchez La Femme
14-Jackson 5-Blame It On The Boogie
15-Cheryl Lynn-Got To Be Real
16-Voyage-I Love You Dancer
17-Shalamar-Make That Move
18-D.D. Sound-Burning Love
19-Candi Staton-Run To Me
20-Van McCoy-Love Is The Answer
21-Archie Bell & The Drells-Let's Groove
22-Gary Criss-Rio De Janeiro
23-Instant Funk-I Got My Mind Made Up
24-Michael Zager Band-Love Express
25-Denise Lasalle-Freedom To Express Yourself
26-Giorgio Moroder-First Hand Experience In Second Hand Love
27-Michael Jackson-Don't Stop Till You Get Enough
28-Kool & The Gang-Open Sesame
29-Dan Hartman & Loleatta Holloway-Relight My Fire
30-Carol Jiani-Hit & Run Lover
31-Duncan Sisters-Boys Will Be Boys
32-Instant Funk-Bodyshine
33-Bunny Sigler-By The Way You Dance
34-Gibson Brothers-Cuba
35-Jackie Moore-This Time Baby
36-Cerrone-Love In C Minor
37-War-Good Good Feelin
38-The Ritchie Family-Put Your Feet To The Beat
39-Bombers-(Everybody) Get Dancin'
40-Goody Goody-#1 DJ
41-Village People-San Francisco
42-Ceronne-Give Me Love
43-Love & Kisses-Thank God It's Friday
44-Bonnie Pointer-I Can't Help Myself
45-George McCrae-Don't You Feel My Love
46-Carrie Lucas-Dance With You
47-The Destinations-I’ve Got To Dance
48-The Rubettes-Sugar Baby Love
49-Barry White-You're The First, The Last, My Everything
50-Dan Hartman-Instant Replay
51-Moment Of Truth-You Got Me Hummin'
52-Roberta Kelly-Zodiacs
53-Salvatore Adamo-Je Danse
54-Love & Kisses-How Much, How Much I Love You
55-Patrick Norman & The Blacklight Orchestra-Let's Try Once Again
56-Donna Summer-Could It Be Magic
57-Sparks-Tryouts For The Human Race

venerdì 24 gennaio 2020

Real Thing – Can You Feel The Force ?(1978)



È stato il gruppo black inglese di maggior successo dei tardi anni Settanta. Nati a Liverpool nel 1970, in un’Inghilterra in preda al fascino del soul americano, i Real Thing iniziano come cover band del repertorio dei grandi gruppi e solisti afroamericani. Ma è col repertorio autografo che raggiungeranno la vetta della classifica inglese. Intanto i quattro cantanti Chris Amoo (i cui genitori sono originari del Ghana), Dave Smith, Ray Lake e Kenny Davis incidono brani di Temptations e Tavares. I primi singoli non vanno da nessuna parte e, non vedendo uno sbocco per la formazione, Davis abbandona il gruppo, che diventa così un trio. Torneranno ad essere un quartetto con l’arrivo del fratello di Chris, Eddie Amoo.
Nel 1978 esce l’album (il terzo del gruppo) che li portera’ in classifica in mezzo mondo.