lunedì 9 marzo 2020
Pan Demonium – Start The Fire (1979)
Progetto in studio creato da Nic Simon che si avvalse della collaborazione di Wolfgang Rödelberger per gli arrangiamenti, con all’attivo questo unico album che dubito fortemente possiate conoscere in quanto benche’ fosse pubblicato e distribuito dalla RCA (quindi un colosso) stranamente non usci’ dai confini nazionali se non sottoforma di LP d’importazione. La quasi totalita’ dei brani presenti sono firmati da Michael Kunze e Dino Solera. Purtroppo manca un brano in grado di fare “la differenza” e questo spiega forse il motivo per il quale ne radio ne discoteche lo presero in considerazione.
domenica 8 marzo 2020
Ferrara – Wuthering Heights (1979)
Unico progetto discografico per John Ferrara, direttore d’orchestra che nel 1979 su etichetta Midsong International, pubblica l’album proposto oggi riprendendo il titolo del romanzo di Emily Bronte. Nel 1978 era stato il 45 giri di successo che ci fece conoscere la cantante Kate Bush, ma questo lavoro non ha nulla a che vedere con il precedente. Diviso in tre atti che costituiscono la side A racconta in musica la vicenda letteraria. La side B e’ decisamente piu’ orientata a soddisfare le esigenze dei frequentatori del dancefloor, non a caso “Love Attack” fu il brano scelto e pubblicato come singolo a 12 pollici.
venerdì 6 marzo 2020
Rockets (1976)
“Arda m’po te’ se per canta’ ‘na cansu’ i gha de pinciocas so n’chela manera l’he!”. No, non e’ una lingua africana, e’ solo dialetto bergamasco ed e’ la frase che mia mamma pronuncio’ quando li vide per la prima volta in TV (tr. Guarda se per cantare una canzone devono conciarsi in questo modo). Effettivamente l’effetto era un po’ sorprendente, cinque baldi giovanotti con la testa rasata completamente dipinti d’argento in fantascientifici abiti kitsch: eppure questi frrancesi ci sapevano fare. Alain Groetzinger (batteria), Alain Maratrat (chitarre), Christian Le Bartz (voce), Fabrice Quagliotti (tastiere), Gerard L'Her (basso), sapevano tenere la scena come pochi altri, i loro concerti (ricordo con piacere quello all’Altro Mondo Studio di Miramare di Rimini) registravano ovunque il tutto esaurito. Prodotti da Claude Lemoin incisero il primo 45 giri “Future Woman” nel 1975 conquistando la vetta delle classifiche in Francia e Benelux, preludio al primo album dove la stessa hit viene riproposta in versione piu’ lunga e con ritmiche decisamente piu’ dance.
E’ solo l’inizio di una fortunata carriera che li vedra’ protagonisti fino agli inizi degli anni ’80.
giovedì 5 marzo 2020
Players Association – Born To Dance (1977)
Pochi mesi dopo la pubblicazione del loro primo Lp, l’accoppiata Weiss/Hills torna in studio ed in poco più di un mese danno alla luce il secondo album targato Players Association: “Born To Dance. Il titolo è già un programma, l’intenzione è proprio quella di far presa anche nelle piste da ballo e ci sono almeno due buoni motivi per credere che la missione sia riuscita: “Goin’ To The Disco” e “How Do You Like It” sono due brani carichi di energia sapientemente orchestrati, in grado di far esplodere il dancefloor, forse non in discoteche stile Studio 54, ma sicuramente in locali “underground” come Loft, Sanctuary e Paradise Garage. Un altro brano che mi sento di consigliare, perché è sempre una delizia per le orecchie, è “Everything’s Gonna Be OK” dove una volta tanto si apprezza da parte del gruppo un buon background vocale. Se vogliamo trovare un “pelo nell’uovo” questi è rappresentato dal remake di “Disco Inferno” dove l’unica cosa che si può salvare rispetto alla versione portata al successo dai Trammps sono le trame disegnate alle percussioni da un Buddy Williams particolarmente ispirato. Il lavoro comunque è di quelli da non sottovalutare anche perché Chris Hills, riuscì nell’intento non facile di riunire sotto lo stesso tetto “sessionisti d’eccezione” quali Michael Brecker, David Sanborn, Jon Faddis, Mike Mandel, Steve Khan, Wilbur Bascomb e Mtume.
mercoledì 4 marzo 2020
Salsoul Orchestra (1975)
Ispirata dal modello MFSB, impiegando diversi turnisti che in quella band vi avevano militato, su idea di Vincent Montana jr viene assemblata la Salsoul Orchestra. A differenza delle musiche orchestrate in stile Philly, Montana orienta le sue produzioni verso la disco introducendo una base ritmica di ispirazione latina, cori femminili sensuali e vari elementi di “stramberia esotica”.
La formula funziona ed il pubblico pare apprezzare molto. Il primo singolo “Tangerine/Salsoul Hustle” entra nella Top 10 (#6) della Dance Chart di Billboard e fa da preludio al lancio del primo album.
lunedì 2 marzo 2020
Herb Alpert – Rise (1979)
Trombettista di talento, il suo nome prima del 1979 era associato alla Tijuana Brass di qui era il leader. Nel 1962 con Jerry Moss fonda la A&M Records, etichetta che si e’ distinta fin da subito per la qualita’ delle sue Incisioni, non a caso l’album che vi vado a presentare e’ uno dei primi dischi DDD (master, missaggio e
masterizzazione digitale). Nel 1979 Herb Alpert invade prepotentemente il mondo dei club con il singolo “Rise”
ed la sua side B “Rotation” considerati ancora oggi classici intramontabili. L’album e’ un capolavoro grazie anche all’innumerevole presenza di musicisti di spessore (chi ha un minimo di familiarita’ con il jazz fusion ha capito di chi sto’ parlando) da Abe Laboriel ad Harvey Mason, da Manolo Badrena a Tom Scott.
domenica 1 marzo 2020
Alexander’s Disco Time Band - Songs That Were Mother's (1976)
Un progetto realizzato in studio per l’etichetta Ariola da Dave Crawford, tastierista, cantante e produttore conosciuto per aver firmato lavori per Mighty Clouds Of Joy, Candi Staton e B.B. King. E’ un tributo in versione disco di alcuni classici della canzone americana. Questo era uno dei vinili della mia collezione preferiti da mia mamma ed oggi, ad un anno dalla sua
dipartita, mi sembrava giusto renderle omaggio con questo post.
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